Il desiderio di volare accompagna l’uomo da
sempre: lo si può già osservare, per esempio, nel mito greco di Dedalo ed Icaro,
rispettivamente padre e figlio. Dedalo era un grande scultore, architetto ed
inventore a cui Minosse commissionò la costruzione del labirinto per rinchiudere
il Minotauro. Vi sono due versioni di questa storia:
secondo la prima, Dedalo costruì delle ali con le piume degli uccelli e la cera
per se stesso ed Icaro con lo scopo di fuggire dal labirinto in cui erano stati
rinchiusi dal re di Creta per aver aiutato Arianna e Teseo ad uccidere il
Minotauro e ad uscire dal luogo di prigionia, grazie al consiglio del filo;
secondo l’altra versione, ovvero quella presente nelle Metamorfosi di Ovidio,
l’inventore creò quel metodo di fuga solamente per crescere il figlio in un
luogo lontano da Creta, da cui non poteva allontanarsi per volere del re.
Dedalo riuscì a completare la sua invenzione e
di conseguenza a fuggire con il figlio a cui raccomandò più volte di non volare
troppo in basso per evitare che la salsedine e l’umidità del mare lo
trascinassero in acqua e, allo stesso tempo, di non spingersi troppo in alto
perché il sole l’avrebbe bruciato e avrebbe sciolto la cera. Tuttavia, il
ragazzo, colmo di eccitazione e di felicità alla vista delle meraviglie dei mari
e delle terre, si spinse troppo in alto dove i raggi del sole
provocarono quello che aveva previsto il padre: così Icaro precipitò e morì.
Il mito presenta diversi spunti di riflessione:
da una parte vi è un padre che per provare ad assicurare un futuro migliore al
figlio mette a rischio la proprio vita e quella del suo amato erede, dall’altra
vengono evidenziati i limiti dell’uomo imposti dalla natura, che egli non deve
oltrepassare ma deve, invece, cercare un equilibrio nella propria vita, ovvero
non scendere troppo in basso e, allo stesso tempo, non volare troppo in alto.
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Il primo tentativo di volo meccanico, invece, è
stato eseguito da Abbas ibn Firnas, che lanciò una sorta di ornitottero dal
Monte della sposa vicino Cordova, in Spagna nell'875 d.C. Successivamente Ruggero Bacone, filosofo e scienziato del 1260, iniziò a
riflettere sui mezzi tecnologici per il volo e i suoi pensieri iniziarono ad avere una realizzazione concreta nel Rinascimento, con Leonardo da Vinci che affrontò il desiderio umano di spiccare il volo mediante un solido criterio scientifico.
Egli studiò l’anatomia umana e il movimento (in particolare il volo degli
uccelli e degli insetti) e capì che gli umani non sono in grado di sfruttare
semplici ali attaccate alle braccia sia per il peso troppo elevato del corpo sia
per la forza che non è sufficiente. Per questo motivo progettò
l’ornitottero, un mezzo in cui l'aviatore è disteso su una tavola e manovra due
grandi ali usando dei pedali e delle leve.
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Appunti e schizzi di Leonardo |
“Chi ha provato il volo camminerà guardando il
cielo, perché là è stato e là vuole tornare.”
- Leonardo da Vinci
Questo progetto venne ripreso moltissime volte nel corso della storia, per esempio da Gustave Trouvé, a cui si deve il primo modello in grado di volare o da Lawrence Hargrave che costruì diversi ornitotteri mossi da vapore o aria compressa; ancora oggi gli studi continuano e nel 2010, Todd Reichert, dottorando all'Università di Toronto, è riuscito addirittura nell’impresa di volare a bordo di un ornitottero per 19,3 secondi coprendo 145,3 metri alla velocità di 25,6 km/h, utilizzando la sola forza dei muscoli delle sue gambe per far battere le ali.
Tornando nuovamente indietro nel passato, è
sicuramente degna di nota l’invenzione del primo aeromobile, in grado di portare un essere
umano in cielo, da parte dei fratelli Joseph-Michel Montgolfier e Jacques-Étienne Montgolfier nel XVIII secolo.
L’intuizione per la loro creazione provenne probabilmente dall’osservazione
casuale di panni posti ad asciugare che, per effetto del fuoco, si sollevavano
verso l'alto.
La prima dimostrazione pubblica del
funzionamento della cosiddetta mongolfiera fu il 5 giugno del 1783 ad Annonay:
il volo coprì circa 2 km, durò 10 minuti e raggiunse l'altitudine stimata di
1.600-2.000 metri. Oltre alla popolarità dei fratelli, crebbero di pari passo
moltissimi dubbi sui possibili effetti di un volo in alta quota sugli esseri
viventi. Per questo motivo, probabilmente, re Luigi XVI emanò un bando attraverso
cui proibiva qualsiasi volo compiuto da persone; di conseguenza, il 19
settembre del 1783 l'"Aerostate Révellion" venne fatto volare con a
bordo una pecora, un'oca ed un gallo, i quali completarono il volo indenni.
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Presentazione della mongolfiera a Versailles |
Il primo volo eseguito da uomini su un
aerostato ad aria calda (intitolato alla regina Maria Antonietta) avvenne il 21
novembre del 1783 ed esso creò stupore e aumentò a dismisura la fama
dell’invenzione dei fratelli Montgolfier.
Grande successo ebbe anche l’ode che Vincenzo Monti, esponente per antonomasia del Neoclassicismo italiano, dedicò
all’impresa dei due inventori, paragonandola a quella mitica degli Argonauti (Ode al Signor di Montgolfier).
Tuttavia, se si parla di fratelli inventori i più famosi sono probabilmente i Wright, Wilbur e Orville, alla cui invenzione è stata accreditata la nascita dell’aeronautica moderna.
Da allora i veicoli aerei hanno continuato ad
evolversi di pari passo con la scienza, fino a diventare, purtroppo, anche armi
belliche.
(i link a riferimenti e/o approfondimenti sono presenti all'interno del testo)
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