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domenica 7 giugno 2020

Lo "Zibaldone", Giacomo Leopardi - STEP#20







Giacomo Leopardi, poeta, filosofo, scrittore e filologo italiano dell'Ottocento, può essere considerato, senza alcun dubbio, una delle personalità più importanti ed influenti della letteratura mondiale. Cercare di riassumere, in questo post, l’incredibile formazione, le riflessioni sulla condizione umana, la magnifica qualità e profondità poetica ed espressiva e l’enorme eredità lasciata all’umanità,  è quasi impossibile.







Tuttavia, desidero sottolineare alcuni dei tanti aspetti del pensiero del poeta che oggi, come in passato, devono essere trasmessi affinché la comunità umana possa, finalmente, progredire. Nell’era della disinformazione e delle fake news trovo utile rivedere come Leopardi avesse promosso una “filosofia del vero”: egli ha evidenziato la necessità di adottare un pensiero critico e, perciò, di trasmettere la verità, anche nelle sue bassezze, senza adattarsi al pensiero comune e al mondo. Gli uomini, che spesso si ritrovano ad essere “cattivi in senso latino”, ovvero prigionieri dei piaceri terreni, non devono limitarsi a ridurre tutto al finito, al determinato e cadere nel Nichilismo (ovvero considerare tutto ciò che non è misurabile e determinabile, come il niente) ma, devono contrastare il gioco che la natura attua con il loro destino, federandosi ed essendo amici come se ognuno fosse un Dio per l’altro.


Frontespizio dello Zibaldone

L’opera talmente ricca di temi e spunti da esser stata spesso l’ispirazione per creazioni successive, appartenenti, per esempio, a I Pensieri, alle Operette morali o ai Canti, è lo Zibaldone, una raccolta di idee e annotazioni che costituiscono una pietra miliare dello sviluppo del pensiero leopardiano.
Nelle 4526 pagine di cui è costituita l’opera, il termine “aria” o un concetto legato ad esso appaiono innumerevoli volte, tra cui:






Le emozioni e i pensieri suscitati da una festa vengono ripresi da Leopardi, per esempio, ne “Il sabato del villaggio” e “La sera del dì di festa”: secondo il poeta, il piacere coincide con l’attesa dei festeggiamenti mentre, una volta conclusi questi ultimi, tornano a prevalere la tristezza e la noia legate alla temporaneità ed effimerità del piacere e alla consapevolezza del raggiungimento della maturità e, di conseguenza, del trascorrere inesorabile del tempo.

La poesia è una solitudine che va ascoltata ma che, allo stesso tempo, ascolta, accoglie ed invita l’uomo, fisiologicamente costretto a sperare, a non limitare il proprio pensiero al “vero doloroso” ma ad andare oltre ed immaginare l’infinito.



                       



 (Il soggetto delle foto che ho personalmente scattato è una copia dei Canti acquistata a Casa Leopardi, presso Recanati)


Sitografia:
Cacciari racconta Leopardi.

(i link ad ulteriori riferimenti e/o approfondimenti sono presenti all'interno del testo)

sabato 6 giugno 2020

"Psicanalisi dell'aria" ed oltre - STEP#18


Il filosofo ed epistemologo Gaston Bachelard, è considerato una delle maggiori figure della cultura francese del Novecento.

Egli promuove una filosofia più aperta, sperimentale, non basata su un sapere unitario ma su uno differenziato, per compiere una ricerca transdisciplinare e raggiungere una comprensione del mondo che restituisce alla conoscenza umana unitarietà nella diversità. Secondo il filosofo, perciò, l’uomo non deve rimanere incatenato alla ragione ma necessita di lasciarsi trasportare dall’immaginazione, mantenendo comunque un legame tra passato e presente, tra errore e verità, poiché altrimenti non si potrebbe compiere un’indagine scientifica accurata. 
Nella sua “filosofia scientifica” improntata su un’apertura alle altre discipline, secondo me, si possono osservare alcuni aspetti che ricordano il pensiero di François Jullien, pensatore emerso diversi decenni dopo la morte di Bachelard, il quale invita a rapportarsi con gli “scarti”, che permettono di smarcarsi dalla lingua e dalla cultura di provenienza per disordinare il pensiero e indagare “un’altra prospettiva, una nuova opportunità da tentare” per arricchirsi eliminando diversità e gerarchie.

Secondo Gaston Bachelard “l’uomo è un essere pieno d’immaginazione” e, per questo, egli studia le forme dell’immaginazione legate ai quattro elementi della natura, tramandati dalla scienza antica: fuoco, acqua, aria e terra (imagination materiélle).

Copertina del libro

In particolare, nella Psicanalisi dell'aria, il pensatore francese analizza il valore che assume l’aria per la psiche umana. All’inizio del testo, egli riporta una parte della lirica “Undulna” tratta dall'Alcyone (Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi, Libro III) di Gabriele D'Annunzio:

Ai piedi ho quattro ali d'alcèdine,
ne ho due per mallèolo, azzurre
e verdi, che per la salsèdine
curvi sanno errori dedurre.

Successivamente, l’autore si sofferma sul sogno di volare che l’uomo confessa in modo innocente e non problematico e, per questo motivo, esso viene decifrato per primo ed è diventato uno dei 'concetti esplicativi' più comuni dell’analisi classica: esso simboleggia, infatti, i desideri libidinosi.

“L'essere volante, nel corso del suo sogno, si dichiara inventore del proprio volo. In questo modo, viene a formarsi nell'anima del sognatore una coscienza chiara dell'uomo che vola. Meraviglioso esempio per approfondire, dentro al sogno, la costruzione logica e obiettiva delle immagini del sogno. Quando si segue un sogno così ben delineato quale quello del volo, ci si rende conto che il sogno può avere 'una certa coerenza' e un'intensità affettiva nella sua passione amorosa.”

Grazie all'indagine sul sogno di volare, secondo Bachelard, otteniamo un'ulteriore conferma che “la psicologia dell'immaginazione non può svilupparsi attraverso forme statiche, deve costituirsi su forme in deformazione, insistendo sui principi dinamici della deformazione.”
Il filosofo, perciò, ribadisce l’importanza di una riflessione innovatrice che spazia e indaga più discipline contemporaneamente.

Infine, egli in questa parte iniziale del libro sottolinea anche la duplicità del tema analizzato:

“il sogno di volare contiene due aspetti contrapposti: è al tempo stesso il volo leggero e il volo pesante. Attorno a questi due caratteri ruotano tutte le dialettiche della gioia e del dolore, dello slancio e della fatica, dell'attività e della passività, della speranza e del rimpianto, del bene e del male. Gli incidenti più diversi, che occorrono nel corso del volo, troveranno in ogni caso dei principi di coesione”

Anche in questa parte si può osservare un legame con François Jullien, che ha analizzato la lingua cinese in cui molti concetti sono espressi da caratteri riferiti ad attributi tra di loro opposti ma contigui.

Il filosofo francese appena citato si scaglia contro i concetti di identità e differenza e approfondisce questo pensiero ne “L'identità culturale non esiste” in cui offre un antidoto per pacificare il mondo: eliminare definitivamente gli steccati elevati a difesa della propria “identità culturale” poiché concretamente, in questo modo, si sta cercando di difendere il nulla. La cultura è dinamica, non statica, ed è fatta per essere aperta a scambi e nuove sollecitazioni.
La cura per l’umanità offerta nel libro porta inevitabilmente il pensiero alle rivolte che stanno proseguendo, da diversi giorni, in America, dopo l’ennesima uccisione a sfondo razziale.


Sitografia:

(i link ad ulteriori riferimenti e/o approfondimenti sono presenti all'interno del testo)

mercoledì 27 maggio 2020

La "profezia" di Ruggero Bacone - STEP #12


«Arriveremo a costruire macchine capaci di spingere grandi navi a velocità più forti che un'intera schiera di rematori e bisognose soltanto di un pilota che le diriga. Arriveremo a imprimere ai carri incredibili velocità senza l'aiuto di alcun animale. Arriveremo a costruire macchine alate, capaci di sollevarsi nell'aria come gli uccelli»

(Ruggero Bacone, De secretis operibus artis et naturae IV)

Roger Bacon




Nelle parole di Ruggero Bacone (in inglese Roger Bacon o Bachon), frate francescano, filosofo della Scolastica, scienziato (considerato uno dei rifondatori del metodo scientifico), teologo ed alchimista inglese, oltre alla visione profetica, si può scorgere un pensiero scientifico basato sull’idea di un progresso pressoché illimitato grazie a cui gli uomini possono realizzarsi anche spiritualmente. 
Il filosofo immagina, perciò, una scienza al servizio della pratica in cui tutte le conoscenze, anche quelle di origine occulta, possono contribuire al progredire della società cristiana.







"Il fine prossimo delle cose naturali sono le opere artificiali, ma il fine ultimo è la beatitudine futura: poiché il fine delle opere artificiali è la virtù e il fine della virtù è la beatitudine futura, non solo secondo la fede, ma anche secondo la filosofia, come Aristotele, Avicenna e altri affermano".

“L'arte porta a perfezione la natura, la virtù porta a perfezione l'arte, la felicità porta a perfezione la virtù."

Secondo il pensiero baconiano, quindi, il superamento della natura è una condizione necessaria e sufficiente per l'uomo per raggiungere la felicità futura.

Tuttavia, soprattutto nel mondo odierno, possiamo osservare che la manipolazione eccessiva della natura a servizio delle attività umane non è la risposta a tutte le esigenze; la scienza, nonostante le sue incredibili potenzialità, non può garantire una crescita umana illimitata: esistono dei limiti allo sviluppo.

Approfondimenti:

(i link ad ulteriori riferimenti e/o approfondimenti sono presenti all'interno del testo)

mercoledì 29 aprile 2020

Platone: l'Aria è un elemento fondamentale del Cosmo - STEP #08

"Così il dio, avendo posto acqua e aria in mezzo al fuoco e alla terra, e componendoli fra di loro, per quanto era possibile, secondo la stessa proporzione, in modo che come il fuoco stava all'aria, così l'aria stava all'acqua, e come l'aria stava all'acqua così l'acqua stava alla terra, unì insieme e compose il cielo visibile e tangibile."


L'estratto è contenuto nella seconda parte del "Timeo", l’ultimo dialogo platonico pubblicato, in cui vengono presentati il principio materiale del cosmo e la formazione degli elementi.
Secondo Platone, il cosmo è costituito da quattro elementi (Fuoco, Terra, Aria, Acqua) che a loro volta non sono il fondamento ultimo della materia ma, sono composti da solidi così piccoli da risultare invisibili: i cosiddetti “solidi platonici”.
In particolare, il filosofo associa all’aria l’ottaedro ed, inoltre, egli delinea un quinto solido (associato, quindi, ad un quinto elemento) che li contiene tutti e che è “a forma di animale”. Questo concetto viene ripreso successivamente da Platone ne “La repubblica”, in cui descrive l’anima come un animale dalle molte teste, alcune inoffensive ed altre spietate ed è trattato anche da altri filosofi che identificano questo quinto elemento con l’etere.





Nell’estratto allegato al testo si possono notare le similitudini con il pensiero aristotelico: il Fuoco e la Terra, i due estremi, si contrastano e tra di essi ci sono l’Aria e l’Acqua che hanno una caratteristica in comune con gli altri due elementi ed una opposta: Terra ed Acqua hanno in comune il freddo mentre Fuoco e Aria l’umido.

Traduzione del Timeo in latino 



Bibliografia:
Storia del pensiero filosofico e scientifico-Giovanni Reale, Dario Antiseri

(i link ad ulteriori riferimenti e/o approfondimenti sono presenti all'interno del testo)

lunedì 13 aprile 2020

"Storytelling di aria" - STEP #02


Filosofia ed ingegneria sono sicuramente accumunate dalla continua ricerca di soluzioni ai problemi che caratterizzano la natura, gli esseri umani e le interazioni fra questi protagonisti della vita sulla Terra.

L’indagine filosofica o quella tecnico-scientifica, solitamente, partono da una ricerca e quest’oggi, anch’io, seguirò questa strada per approfondire ulteriormente l’origine e lo sviluppo, nel corso della storia umana, della parola “aria”.

Essa deriva, come già detto in un post precedente, dal greco-latino “aerea”, accusativo di “aer”; in particolare, quest’ultimo termine veniva utilizzato dagli antichi greci per indicare gli strati più bassi e oscuri dell'atmosfera mentre “aether” veniva impiegato con il significato di atmosfera luminosa situata in alto, sopra le nuvole.

I primi filosofi greci a dare importanza all’elemento aria furono i Presocratici, ovvero i filosofi che precedono Socrate, accumunati dallo studio della natura e dalla ricerca di un'archè, ovvero una forza o una legge che fa funzionare l’universo e da cui tutto ha origine e a cui tutto farà ritorno.

La filosofia occidentale
Anassimene, filosofo presocratico, discepolo di Anassimandro e appartenente alla Scuola di Mileto, era convinto che l’aria fosse l’archè da cui tutto ha origine, attraverso un ciclo costituito da processi di condensazione e rarefazione (che verrà ripreso da Eraclito, nonostante il suo archè fosse il fuoco). L’aria, condensandosi, si raffredda e diventa acqua e poi terra, mentre allentandosi e dilatandosi, si riscalda e diventa fuoco.  Il filosofo, perciò, concepiva questo elemento in perenne movimento ed arrivò, inoltre, a conferirgli un carattere divino, come costituente dell’anima.

Un altro filosofo che attribuì grande importanza all’elemento portante del blog fu Empedocle. Secondo quest’ultimo “nascita” e “morte” non esistono e ciò che gli uomini hanno chiamato con questi nomi non sono altro che il mescolarsi e il dissolversi di quattro sostanze indistruttibili ed eternamente uguali: aria, acqua, terra e fuoco, chiamati, dal filosofo, “radici di tutte le cose”.

Platone, nel Timeo, un dialogo che ha influito in maniera massiccia sulla filosofia e sulla scienza posteriori, descrive il cosmo come composto di quattro elementi: aria, acqua, fuoco e terra. Essi, secondo il filosofo, sono costituiti a loro volta da triangoli che, quindi, vanno a formare dei solidi: l’aria è stata associata all’ottaedro.

Successivamente, nel pensiero di Aristotele, allievo di Platone, si possono ritrovare gli elementi presenti nel Timeo a cui viene attribuita, però, una diversa spiegazione. Essi costituiscono il mondo sublunare, sono trasformabili uno nell’altro e ad essi si aggiunge una quinta essenza: l’etere; esso è superiore alle altre quattro sostanze, in quanto è incorruttibile, ingenerato e non soggetto ad alterazioni. Esso, infatti, è il costituente della sfera celeste.

Copertina degli "Ossi di seppia",
Eugenio Montale 
Conducendo un salto temporale, l’utilizzo della parola “aria” o dei suoi vari significati alternativi, come “vento”, è largamente osservabile nella letteratura a partire da Dante e Petrarca, fino a Parini, Foscolo, Leopardi, Montale, Calvino. Essa fa parte della natura benevola o matrigna, come in Leopardi, che dà al vento il valore simbolico del trascorrere del tempo; inoltre, ha assunto spesso un duplice significato sia positivo, come “ondata di vita” (Montale) o “vento del progresso”, sia negativo legato alle vicende belliche o all’inquinamento
Quest’ultima tematica si può riscontrare in opere come: La salubrità dell’aria, ode di Giuseppe Parini, in cui egli ha descritto l’inquinamento ambientale di Milano; La nuvola di smog di Italo Calvino, in cui il protagonista si sente intrappolato dal sudiciume dell’aria; Hard Times, dello scrittore inglese Charles Dickens, che ha criticato la società industriale e la filosofia utilitaristica del suo tempo.






Oggi, purtroppo, si sente parlare di “aria” quando si affronta la questione appena citata o altri spiacevoli argomenti, come la diffusione del coronavirus attraverso i pulviscoli atmosferici.
Tuttavia, grazie al progresso scientifico ed ingegneristico, essa può essere associata all’utilità. Infatti, l'aria può essere utilizzata, per esempio, come fonte di energia, per il raffreddamento di dispositivi, come isolante termico, nello svolgimento di molti processi chimici, per applicazioni subacquee e camere d'aria di pneumatici e gommoni e come refrigerante.


Energia eolica

Sitografia:
Aria 

Bibliografia:
Storia del pensiero filosofico e scientifico-Giovanni Reale, Dario Antiseri
La letteratura-Giorgio Barberi Squarotti, Giannino Balbis, Giordano Genghini

(i link ad ulteriori riferimenti e/o approfondimenti sono presenti all'interno del testo)

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