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The Limits to Growth |
Dopo quasi cinquanta anni si può notare come la situazione, purtroppo, sia alquanto peggiorata ed infatti, Dennis Meadows, in una conferenza del 2012, ha ribadito che oggi non è più possibile raggiungere una stabilità ambientale e demografica. Tuttavia, ciò ovviamente non significa che non possiamo più fare nulla per garantirci un futuro migliore.
Negli ultimi anni parte della
popolazione sta iniziando a comprendere i gravi problemi che l’uomo ha creato, prosciugando e sfruttando al massimo ed ingiustamente il pianeta.
Per esempio, per cercare di diminuire l’inquinamento
atmosferico, un numero sempre maggiore di case automobilistiche si è
concentrato sulla progettazione e produzione di auto elettriche, ricevendo un
buon riscontro da parte della popolazione. In Italia, per esempio, la quantità di modelli
elettrici venduti sta lentamente aumentando e secondo la previsione elaborata
dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, nel 2030 potrebbero
circolare nel nostro paese due milioni e mezzo di auto elettriche o addirittura,
secondo le ipotesi più positive, 5-7 milioni di vetture. Il governo dovrà
però aiutare questo progresso con maggiori bonus o incentivi e, soprattutto, con lo
sviluppo di reti di ricarica adeguate.
L’azienda più conosciuta in questo ambito è
sicuramente Tesla (definita la più innovativa al mondo da Forbes nel
2015), specializzata nella produzione di veicoli elettrici ad alte prestazioni
orientati al mercato di massa.
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Copertina di Forbes dedicata a Tesla e al suo co-fondatore, CEO e product architect, Elon Musk |
Oltre ad aver invaso la vita quotidiana, le
automobili dedicate ad una mobilità sostenibile sono entrate a far parte anche
del mondo dello sport: nel 2011 la Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) ha ideato la Formula E, una serie automobilistica dedicata esclusivamente a
monoposto spinte da motori elettrici, che ha avuto inizio il 13 settembre 2014, con
l'E-Prix di Pechino.
Le gare vengono disputate quasi esclusivamente su circuiti urbani, di lunghezza compresa tra i 2 e i 3 km, con l'obiettivo di portare questi eventi tra le strade delle più grandi città del mondo.
Grazie ai grandi progressi ottenuti nella
progettazione di motori elettrici e nell’aumento di autonomia delle batterie, i
piloti riescono a disputare l’intero l'E-Prix con una sola vettura.
Ritornando alla vita quotidiana, una soluzione economica e salutare è l’utilizzo di biciclette che deve essere
supportato dalla creazione di piste ciclabili o, addirittura, di zone in cui l’ingresso è vietato ai veicoli. Per esempio, a Londra, uno dei pochi benefici del lockdown,
reso necessario dal coronavirus, è stato la riduzione del 50% dell'inquinamento
da gas di scarico; per questo motivo, il sindaco Sadiq Khan ha
deciso di non vanificare il risultato ottenuto creando un piano per trasformare
parti della metropoli in aree a cui avranno accesso solamente pedoni, ciclisti,
bus, taxi a emissioni zero e, ovviamente, mezzi di emergenza
e per le persone disabili.
Esso può essere considerato un passo in avanti
che, però, se non verrà ripetuto e preso come esempio da tutti gli altri stati
rischia di diventare uno dei miglioramenti isolati che abbiamo già osservato in
questi ultimi anni.
Gli organi di governo degli stati dovranno diventare i primi promotori
della nascita di un nuovo sistema mondiale adatto alle esigenze della Terra e
non dovranno più “relegare” questo compito a personaggi di spicco come, per
esempio, Leonardo DiCaprio o Greta Thunberg, le cui azioni o il lavoro di
propaganda restano, comunque, fondamentali.
L’obbiettivo comune della popolazione, perciò,
deve essere la costruzione di un mondo ecosostenibile partendo dalla modifica e
dal miglioramento del comportamento di ogni individuo che deve contribuire anche
con azioni “piccole”, ma veramente importanti, come fare la raccolta differenziata,
non buttare rifiuti a terra, non sprecare energia o risorse inutilmente. Questa
raccomandazione può sembrare banale per il fatto che ognuno l’avrà sicuramente
già sentita moltissime volte; tuttavia, non ci si può arrendere nel tentativo
di educare il prossimo al rispetto del pianeta che ospiterà anche le
generazioni future, a costo di essere ripetitivi, prolissi, logoranti. Infatti,
come era stato dichiarato nei Limiti dello sviluppo, ogni anno perso nel
perseguimento di questi obiettivi rende sempre più complicata la possibilità di
ottenere un miglioramento e sempre più probabile il raggiungimento di un punto
di non ritorno che, purtroppo, scorgiamo già all’orizzonte e di cui stiamo già
cominciando a subire le ripercussioni, come le catastrofi naturali o la recente
epidemia.
"Death is not the enemy gentlemen. If we're
going to fight a disease, let's fight one of the most terrible diseases of all,
indifference."
(i link a riferimenti e/o approfondimenti sono presenti all'interno del testo)
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